Ascolti (#4)

MutilatorThee Oh Sees – Mutilator Defeated At Last [2015] ★★★★☆

Gli Oh Sees son tipo la rivista a cui ti abboni, e comunque vada hai sempre uno o due dischi ogni anno che ti arrivano comodamente a casa, sai cosa aspettarti, ci sono sempre gli “OOHPP!!” in falsetto, i “CRHIIIIIIIII” della chitarra col delay, il mellotron, titoli e copertine sballone.

Il concerto al Beaches Brew di quest’anno è stato totale, transenna davanti a John Dwyer, cercando anche di studiarlo, ho calcolato una media di 3 mosse da rockstar al minuto, sputazzi, chitarra ascellare tipo fucile, tappi di Corona che saltavano tra un pezzo e l’altro come pop corn.. Hanno spazzato via tutti gli altri gruppi facendoli impallidire, come ho più volte detto a conoscenti e a ragazze appena intortate che non ci credevano quanto me.

Un saluto particolare al nordeuropeo che alla mia destra ha urlato per tutto il fottuto concerto “JOOOHN, THE SUNGLASSEEEESS!”. Ad un certo punto gli ho chiesto spiegazioni e mi ha detto che aveva tentato di chiedergli gli occhiali per tutto il giorno e molto stranamente non ci era riuscito. Ciao, in qualunque fosso tu sia ora.

 


ColdHotPlumbsDamaged Bug – Cold Hot Plumbs [2015] ★★★★★

Il secondo volume del progetto solista di John Dwyer, che non so se ve l’avevo detto ha questo gruppo molto carino che si chiama Thee Oh Sees. Segue Hubba Bubba, che era stato uno dei miei dischi preferiti dell’anno scorso, probabilmente al secondo posto dopo Benji.

I Can, il primissimo Brian Eno, il primissimo Gary Numan, il primissimo McCartney solista, synth che sbrodolano, effetti, lo-fi, roba stupenda che ascolto solo io credo.

 


sleeperTy Segall – Sleeper [2013] ★★★☆☆

Ty Segall è il primo nome che ti esce quando parti ad ascoltare questo genere (vi ho mai parlato dei Thee Oh Sees?) e ti allarghi verso l’esterno. Ty Segall fa ancora più dischi di loro cercando però di non farlo sembrare troppo, per questo formando gruppi e progetti in maniera patologica e forsennata.

Questo è ok, è un po’ il suo Sea Change, ma preferisco il fuzzone. Appena riesco a mettermi in pari con tutti dischi rivaluterò/riascolterò.

 


fuzz1Fuzz – Fuzz [2013] ★★★★☆

Il fuzz, dicevamo. Il trio anni settanta di Ty Segall. I primi Black Sabbath, i Blue Cheer, garage rock protometal, Hendrix, tempi che cambiano come vogliono loro, fill di batteria a strafottere, giri di pentatonica, leve del vibrato velocissime, più che adorare satana adorare la ddroga. La copertina è un riassunto efficace.

Come proposta abbastanza simili ai Witch, il side project di J Mascis, un parallelismo che ci sta parecchio perché J lì suona la batteria come fa Ty qui.

 


KFV.A. – Kung Fury (+ Lost Tapes) [2015] ★★★★☆

Kung Fury è stato un po’ lo spillo che ha fatto fare *POP* a tutta quella scena outrun/newretrowave/synthwave che era lì nell’internet da un 5/8 annetti buoni, che era sì salita in superficie con Drive ma non aveva ancora avuto un bignamino, un’opera mainstream che riassumesse tutto quell’immaginario retrofuturistico, del Nintendo Glove, dei tramonti viola con le griglie 2d colorate e le Lamborghini Countach eccetera.. KF la va ad archiviare fungendo da frullatone per i millennials e da segnalibro per i prossimi anni.

Mi sembrava di aver letto da qualche parte che l’idea era di espanderlo in un film completo, ma è ovviamente superfluo. Per molti, non per me, è stato già superfluo il corto e bastava solo il primo trailer: anche no.

 


universalthemesSun Kil Moon – Universal Themes [2015] ★★★☆☆

Sulla carta dovrebbe funzionare come funzionava Benji, invece no. Prodotto in maniera molto più approssimativa, molto meno coinvolgente, sparita la tragicità assoluta di Benji, Carissa che muore buttando la spazzatura e Mark che vuole trovare una sorta di poesia nella sua vita, accertarsi che il suo nome sia conosciuto in ogni mare, una roba che solo a pensarci mi torna una pelle d’oca alta due dita, sostituita da storie che potresti sentire dire al pub da un tuo amico e te fai mmhkay e intanto dai un occhio al cellulare. C’erano anche su Benji, ma erano dosate bene tra l’assoluta disperazione di una vita tragica e senza speranza, qui però c’è solo quello. E poi un sacco di momenti a vuoto che erano o da cassare o da stringere.

Le uscite da bambino delle elementari tra i due album (che ok magari sono state un po’ ingigantite dal web, soprattutto lo sbraitare dal palco (al Bronson minacciò di accoltellare il fonico di sala se si azzardava a toccare i livelli, era serissimo), però comunque la canzone “War on Drugs: Suck My Cock” non si è certo scritta da sola) mi avevano già messo in guardia, e Universal Themes mi ha un po’ fatto venire l’idea che forse Benji gli era uscito così bene solo per caso.

 


wandWand – Ganglion Reef [2014] + Golem [2015] ★★★★☆

La scoperta dell’ultimo Beaches Brew, come lo erano stati gli Speedy Ortiz l’anno prima.

Garage rock psych, con qualche incursione elettronica molto lofi, vocina in falsetto alla Tame Impala, fuzz granitici, tappeti di tastiere riverberatissime, il tutto però in senso positivo, un po’ la musica che sentiresti in un film dove uno si fa un funghetto e dalla live action si passa all’animazione, con scie colorate e scritte nel cielo colorate coi pastelli.

La mia band preferita dell’anno assieme agli Screaming Females.

 


meatbodiesMeatbodies – Meatbodies [2014] ★★★☆☆

Siamo sempre nell’universo del fuzz psichedelico, vedi sopra, qui con un piglio più punk alla Wavves pre- King Of The Beach

Come rule of thumb non si sbaglia mai se il disco ha la copertina fatta da Tatiana Kartomten.

 

 


catsLes Big Byrd – They Worshipped Cats [2014] ★★★☆☆

L’album non mantiene le aspettative della copertina, ma è comunque completamente fuori di testa.

Psych rock dalla Svezia, un mischione di space e kraut minimale, quello col riff suonato su un solo accordo dall’inizio alla fine e gli strumenti che entrano ed escono via via.

 

 


twinpeaksAngelo Badalamenti & David Lynch – The Twin Peaks Archive [2012] ★★★★★

Archivio gargantuesco (10 ore, 212 pezzi) contenente tutte le tracce della colonna sonora in ogni possibile mix alternativo, una roba per fanatici e in generale completisti OCD come lo sono io.

Ok Angelo, [..] from behind the tree in the back of the woods there’s this very lonely girl, her name is Laura Palmer.

 

 


Official Mixtape:

TSFTY 2k15

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...